Creta: Plaka, l’Apokoronas e le spiaggie magnifiche

Eccoci qui,
nel pieno della civiltà minoica, la prima di quelle europee.
L’arrivo è stato come sempre un pochino travagliato, sarà che trovarsi così a sud fa sempre un certo che e di sicuro il mito della nascita di Zeus che si vuole proprio in quest’isola sfuggendo grazie alla madre al divenire cena del proprio padre, Cronos, ci rallegra quando sbarchiamo su quest’isola magnifica. Creta ci attende, ritiriamo facilmente l’auto prenotata e imboccata la direzione sbagliata sulla national road, dopo imprecazioni e un’inversione a U da ritiro patente A, B, C, greca, turca e italiana, raggiungiamo l’uscita di Kalives che ci porterà dopo alcune curve e un paesaggio di ulivi, scortati da un tasso, a Plaka. Siamo a circa un centinaio di metri sul livello del mare, arrampicati sulla roccia che guarda a sud oves dell’isola, vediamo i tramonti rosa fucsia sulla nostra destra. Il sole cade dietro Korakies e sono le 20,35 quando sto scrivendo. Il cielo  è rosa, rosso, arancio, tutto chiaro, poi dopo arriva il blu a coprire pian piano tutto, e iniziano le stelle. La prima a comparire, su di in sottofondo gabbiani e marea dolce, è Venere. Le montagne scendono dolcemente sulla nostra destra alternando curve morbide a rapide discese, lunghe rincorse e rapide risalite per poi tuffarsi finalmente in mare, è uno spettacolo a dir poco bellissimo e allegro, un sorriso si apre dolcemente sulle nostre bocche, stiamo bene.

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Plaka e la zona Apokoronas, sono ricche di risorse naturali, spiagge e insenature da scoprire. Questa che vedete è Karavos che si raggiunge a piedi attraverso un sentiero ricavato da una vecchia masiera ma a poche centinai di metri ci sono anche Kutala, Kera e la spiaggia lunga di Kalives.

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Seguendo in direzione Georgioupoli, all’interno si attraversano Kokino Korio, Paleloni (da cui scendendo verso la costa si raggiunge la mitica Ombrosgialos, qui in foto) e Kefala.

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Vale la pena, da qui, proseguire verso Rethimnon con il suo porto veneziano e le sue stradine in cui ci si può perdere. Il sabato c’è un mercato di frutta e verdura di soli produttori. E poi il quartiere vecchio, con le sue taverne, i negozietti e le sue abitazioni, così…

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Da Rethimnon verso sud si raggiungono il sito di Festo che commuove per lo stupendo stato di conservazione e la spiaggia di Matala, con i suoi colori, le persone solari e la storia. Si dice infatti che negli anni ’70 anche Bob Dylan abbia abitato una delle caverne scavate nella roccia, con il mare a fianco. Eccone uno scorcio.

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Nella direzione opposta a Georgioupoli, verso Kissamos, si raggiunge la penisola di Gramviousa e poi da lì la mitica spiaggia di Balos. Noi consigliamo di raggiungerla via terra, in auto percorrendo lo sterrato che parte da Kaliviani e poi a piedi lungo il sentiero che scende verso la spiaggia. La fatica vale il poter vedere la baia dall’alto con i suoi duemila blu.

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Creta è bella da girare on the road, perdendosi, ma è anche molto grande e quindi noi consigliamo di attraversarla ma anche di viverla nelle sue zone più intime. Si può correre il rischio di incontrare qualcuno, sentire un profumo, vedere il movimento di un gabbiano e di assaporare i sapori di una terra aspra ma allo stesso tempo molto ospitale e viva.

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